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Scritto da Bianchini Fabrizio
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Domenica 28 Giugno 2009 04:39 |

Il 6 Luglio 2003 alle ore 18 papà ha smesso di soffrire.
Erano 15 anni che soffriva del morbo di Halzahimer e le sue condizioni andavano sempre peggiorando.
Quante volte siamo andati insieme da illustri specialisti, quante volte con il mio medico di famiglia ci siamo messi sui libri e sulle pubblicazioni più recenti per tentare di fare qualche cosa.
Certo direte voi ma in fondo a che è valso? Non lo sò ma abbiamo fatto quello che abbiamo potuto. Lo ho tenuto con me per altri 15 anni e fino a sei mesi prima della sua scomparsa era, anche se a intervalli, sufficientemente lucido.
A Natale del 2002 nulla faceva presuppore che sarebbe stato l'Ultimo Natale Poi a febbraio il suo cuore a cominciato a cedere. Ricoveri prolungati e infine in terapia domiciliare. Rimpianti? Si tanti a cominciare dal non avergli mai saputo dire "Ti voglio bene"
Da quando lui non c'è più sento un vuoto enorme intorno a me ma come LUI mi aveva insegnato un "UOMO" non deve mai dimostrare le propie debolezze per cui mi trovo spesso a rinchiudermi nel mio studio per versare due lacrime. Al cimitero aspetto che sia quasi l'ora di chiusura quando non c'è folla e solo allora posso versare due lacrime in santa pace.
Verso le 12 del 5 luglio quando l'edema polmonare si era ormai esteso agli apici polmonari mi chiesero se volevo ricoverarlo. Chiesi a che prò e mi fù risposto che lo avrebbero intubato e messo in terapia intensiva e gli avrebbero dato altri tre o quattro giorni di vita se sopravviveva all'intubazione. Io Rifiutai e quindi in pratica mi sono trovato a dover scegliere per lui anche il tipo di morte. Una cosa orribile. Ancora oggi mi chiedo "avrò fatto quello che Lui desiderava?" spero di sì.
Morire in Terapia intensiva, lontano dai suoi cari non era certo la morte che lui desiderava e poi dopo l'ultimo ricovero avvenuto a Maggio mi fece promettere che non lo avrei portato più in ospedale.
Era stanco di soffrire. A giugno ebbe l'ultimo Ictus che lo paralizzò a letto e da allora lui ha cominciato a prepararsi al grande giorno.
Lui è morto sereno. Io però continuo a non accettarlo.
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