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Parole ed emozioni in libertà ...

Sole PDF Stampa E-mail
Scritto da Bianchini Fabrizio   
Sabato 04 Luglio 2009 18:21

Ciao a tutti Sono un farmacista ex titolare. In questo angolo cercherò di darvi piccoli consigli e soluzioni estemporanee per i piccoli problemi che mi vengono in mente. Se vi vengono in mente argomenti con curiosità chiedete pure!

Questa volta cominciamo con il nostro amico-nemico Sole.

Si amico-nemico avete capito bene Fantastico

Amico perchè i suoi raggi ci aiutano nella sintesi della vitamina D tanto importante nel meccanismo di fissaggio del calcio nelle ossa e al tempo stesso a mò di difesa aumentano la produzione di Melanina.

La Melanina dà il colore scuro ed ambrato alla nostra pelle per far in modo di creare una barriera alla penetrazione dei pericolosi raggi UV attraverso la pelle .

Perchè i raggi Uv sono pericolosi ?

Semplice un eccesso di raggi Uv se tutto và bene provoca ispessimento dello strato corneo della pelle, se invece tutto và male grazie alla liberazione di radicali liberi possono essere cancerogeni e provocare il tanto temuto Melanoma.

Ci sono però anche problemi intermedi che possono presentarsi anche a distanza di decenni dalla sovraesposizione come ad esempio la distruzione dei folati.

I folati, o vitamina B9,  sono estremamente importanti durante la gravidanza, dato che una loro carenza si accompagna ad alto rischio di alterazioni del tubo neurale (una formazione embrionale destinata a formare il canale che racchiude il midollo spinale). Se l'alimentazione della gestante è povera di folati, il tubo neurale dell'embrione può svilupparsi in maniera anomala, dando origine a patologie estremamente gravi come la spina bifida. I folati sono essenziali anche per la fertilità maschile, poiché partecipano al processo di spermatogenesi, che in carenza di tali vitamine rallenta, causando sterilità.

Ecco il perchè io personalmente sconsiglio l'esposizione al sole nelle ore più "calde" della giornata (dalle 12 alle 16) o l'utilizzo sconsiderato di lampade solari durante la stagione invernale! Ciao! e alla prossima Ammiccamento

Ultimo aggiornamento Sabato 04 Luglio 2009 22:23
 
Ricordo di mio padre PDF Stampa E-mail
Scritto da Bianchini Fabrizio   
Domenica 28 Giugno 2009 04:39

papà & fabrizio

Il 6 Luglio 2003 alle ore 18 papà ha smesso di soffrire.

 Erano 15 anni che soffriva del morbo di Halzahimer e le sue condizioni andavano sempre peggiorando.

Quante volte siamo andati insieme da illustri specialisti, quante volte con il mio medico di famiglia ci siamo messi sui libri e sulle pubblicazioni più recenti per tentare di fare qualche cosa.

Certo direte voi ma in fondo a che è valso? Non lo sò ma abbiamo fatto quello che abbiamo potuto. Lo ho tenuto con me per altri 15 anni e fino a sei mesi prima della sua scomparsa era, anche se a intervalli, sufficientemente lucido.

A Natale del 2002 nulla faceva presuppore che sarebbe stato l'Ultimo Natale Poi a febbraio il suo cuore a cominciato a cedere.
Ricoveri prolungati e infine in terapia domiciliare.
Rimpianti? Si tanti a cominciare dal non avergli mai saputo dire "Ti voglio bene"

Da quando lui non c'è più sento un vuoto enorme intorno a me ma come LUI mi aveva insegnato un "UOMO" non deve mai dimostrare le propie debolezze per cui mi trovo spesso a rinchiudermi nel mio studio per versare due lacrime. Al cimitero aspetto che sia quasi l'ora di chiusura quando non c'è folla e solo allora posso versare due lacrime in santa pace.

 
Verso le 12 del 5 luglio quando l'edema polmonare si era ormai esteso agli apici polmonari mi chiesero se volevo ricoverarlo. Chiesi a che prò e mi fù risposto che lo avrebbero intubato e messo in terapia intensiva e gli avrebbero dato altri tre o quattro giorni di vita se sopravviveva all'intubazione. Io Rifiutai e quindi in pratica mi sono trovato a dover scegliere per lui anche il tipo di morte. Una cosa orribile. Ancora oggi mi chiedo "avrò fatto quello che Lui desiderava?" spero di sì.

Morire in Terapia intensiva, lontano dai suoi cari non era certo la morte che lui desiderava e poi dopo l'ultimo ricovero avvenuto a Maggio mi fece promettere che non lo avrei portato più in ospedale.

 
Viaggio di un vecchio amico PDF Stampa E-mail
Scritto da Stelle Marine   
Venerdì 26 Giugno 2009 11:25

13 Maggio 2009

No. Non è mai il momento giusto per salutare un vecchio amico. Un grande amico. Unico e irripetibile, assolutamente "non clonabile".. anche se sai che il momento è vicino. Anche se sei preparato. Pensi.. di esserlo.

Specialmente quando decide di salutarti in momenti particolari, su cui aleggiano già altre sofferenze. Altri problemi.

Stamattina presto, verso le cinque, dopo una notte insonne come tante altre, (che ho ringraziato perché mi ha permesso di essere presente) ho sentito che qualcosa non andava. Il respiro di Romolo, il boxer del mio compagno.. suo inscindibile alter ego, fratello, figlio, shamano e quant'altro, si è fatto pesante. Lento e profondo.

L'ho guardato, mentre scrivevo al pc. Ho chiesto "certo che se dormi in quel modo vuol dire che hai mangiato pesante, ieri sera eh?"

Ma il respiro era troppo pesante.. poi all'improvviso, ha cominciato a svuotarsi la vescica lì, sul pavimento.

Ho cercato di svegliarlo. Anche un bambino avrebbe capito che se succede così è perchè c'è un problema. L'ho chiamato, ho fischiato, l'ho accarezzato e poi ho provato a scuoterlo.

D'accordo con Marco, ho telefonato subito alla ricerca di un pronto soccorso per animali. Inesistente in questa zona. Un'anima buona, con la voce cavernosa per il sonno.."Sì, sono il dott. Tal dei Tali.. No, non abbiamo un pronto soccorso.. ok, ok.. mi dica che succede .. Sì. Da quello che dice penso proprio che sia un problema cardiaco.." la voce, prima sorpresa e infastidita, si fa subito più accomodante. Più gentile possibile.

E capisco...

"Marco, per favore, torna a casa...." Era appena uscito per aprire l'edicola.

Se n'é andato così. Mentre mi vestivo per dare il cambio a Marco. Ha fatto un grosso sospiro e ho preso la sua testa sulle ginocchia. " Sono qui, cucciolo.." Altro grosso sospiro. "Resisti cucciolo, per favore. Marco sta arrivando. Non vorrai andare senza salutare no?"  Un altro grosso sospiro... Il mio pianto disperato. "Aspetta, ti prego! Non farci questo, non adesso. Non vedi come siamo messi? Romolo, per favore.." Mentre accarezzavo quel capoccione che aveva l'abitudine di strofinarsi sui pantaloni per dimostrare il suo affetto.. immenso e completo. Mi è sembrato di sentire nella testa una voce.." Guarda che io Marco l'ho già salutato, che credi? E poi ho deciso così, perchè non veda.."

E aveva già davanti un sentiero nuovo. Voleva già curiosare, annusare, fare la pipì in un posto completamente diverso e bellissimo.

Forse ha sentito che lo chiamavo. Forse si è voltato. Ma nelle zampe aveva già forza nuova e tanta, tanta voglia di correre.. come non faceva più da tempo. Intrappolato nel suo corpo ancora bello ma pesante e stanco..

Il paradiso dei cani, qualcuno dice che esiste e io ci credo. Ma è dentro di noi che lo prepariamo arricchendolo ogni istante che passiamo coi nostri amici.

E posso solo immaginare quanto sia bello quello che Marco ha preparato dentro di sè, per lui in tutti questi anni felici insieme. Dodici lunghi, eppure pochi, anni insieme, sempre. Insieme sulle montagne. Insieme nelle notti romane passeggiando adagio. Insieme nei momenti più bui, in cui il suo muso sulle ginocchia di Marco, è stato la sua salvezza. Insieme nei viaggi per venire qui da me. Fermarsi e passare un altro anno qui. Insieme..

Dentro di noi, mi piace pensarlo, loro ricominciano a vivere. Ci vedono, ci sentono, sentono sempre e comunque, il nostro amore e sono felici.

Dentro me, Ruby, Temistocle, Amore, Puf Puf, Fiamma detta Brutto Pesse, Sign. Bianchi, Zapping... e tutti gli altri, scorazzano sereni, sempre al sole in un prato interminabile di erba soffice e ombra di tigli, ruscelli per la felicità di Ruby la mia boxerina bianca di undici anni, lucertole (finte!) per la felicità di Puf-Puf, topi, topini e topoloni (finti anche quelli!) per Amore.

Insomma pensiamo a tutto ciò che li ha resi felici in questo mondo e trasportiamo tutto il meglio nell'altro, anche se loro sono ancora con noi. E' un lavoro lungo e difficile. Non sempre piacevole perchè mentre ci accingiamo a farlo, sappiamo che dietro tutto ciò, sarà inevitabile e straziante la separazione.

Ora, quando io e Marco ci avviciniamo, i paradisi si incontrano e Romolo corre felice con Ruby e tutti gli altri. Ecco cosa mi piace pensare.

Ecco cosa vorrei che riuscisse a pensare anche lui. Ma è presto. Veramente troppo presto. Il dolore è come il fiume qui di fronte. Non si può forzare, velocizzare perché se ne vada prima.

Deve scorrere secondo la sua natura. Secondo il tempo che ognuno di noi gli sa, o può, dare.

Poco per volta troverà il suo scorrere quieto e dolce, lasciando sulle rive, tutte le cose belle da ricordare sorridendo, e portando via con la corrente tutta l'amarezza...

Li ho lasciati lì. Da soli. So che Marco voleva così. Si è inginocchiato accanto, gli ha preso la testa, accarezzandola a lungo. Poi sono arrivate inevitabili e dolorose, le lacrime e il rumore impercettibile per tutti gli altri ma non per me, del suo cuore irrimediabilmente spezzato.

E una volta ancora, so che non c'è differenza tra due o quattro zampe. Tra un viso e un muso. Tra una parola e un verso che esprime molto di più. Li amiamo, come ameremmo i nostri fratelli e amici. A volte sostituiscono i figli che non abbiamo. A volte ci portano lontano da pensieri autolesionisti. A volte per loro riprendiamo a vivere. Con la consapevolezza che mai, li avremo ringraziati a sufficienza.

A Romolo, a Ruby e a tutti gli altri amici, con tutto l'amore che ancora sento.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Giugno 2009 13:15
 
Per sopravvivere.. PDF Stampa E-mail
Scritto da Stelle Marine   
Giovedì 25 Giugno 2009 10:45
Viaggerò su questa terra.
Lentamente.
Misurerò ogni zolla, ogni pietra,
Con l'incedere dei miei passi..

Mi toglierò di dosso,
Strada facendo,
Ogni stoffa, ogni straccio,
Ogni lembo d'anima vecchia e stantìa,
Ogni crosta dura sul cuore.
Ogni ricordo furioso
E tormento schiacciante

Cercherò strade nuove
E nuovi colori.
Nuovi pendìì da cui guardare
In fondo al mondo,
Tutte le sue brutture.
Le mie paure..

Mi fermerò nel posto più alto
Più aspro,
Impervio e inarrivabile.

Ascolterò l'aria sottile
Che porta voci di alberi
E montagne.
Di foglie d'autunno
E fiori d'aprile.
Di neve silenziosa
E temporali d'agosto..

E se vi troverò la pace..

Allora..
Affonderò i miei piedi nella terra nuda.
Li farò diventare radici.
Dure e profonde.
Nutrirò con esse
Il mio corpo nuovo.

Sarò di legno,
Duro e resistente,
Che nessuna lama
Possa mai più penetrare
Né scalfire..

La mia pelle morbida,
Sarà robusta corteccia
Ruvida e scura.
Difesa da spine..

La mia testa, solleverò.
E chiuderò gli occhi,
Su ciò che non voglio vedere.
Saranno gemme per rami nuovi..

Con sofferenza allungherò,
Il mio tronco.
Di spasimi tra cielo e terra,
Riempirò l'aria mutevole..

Alzerò al cielo,
Le mie braccia,
Le stenderò con dolore.
Saranno rifugio
Di uccelli smarriti,
E offerta di vita allo spirito del vento..

Foglie taglienti e scure tra le mie dita,
E folta chioma che nasconda
La mia nuova anima libera..

Ma nel silenzio del mio nuovo esilio,
Dove i pensieri non possono tacere,
Farò mio ogni raggio di sole,
E con le lacrime
Che percorreranno le mie rughe
Lascerò fiorire... quando non so...
... fiori delicati..........
Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Giugno 2009 13:15
 


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